Casa Nazaret: la nostra storia

Quella della Associazione Banca del Gratuito è una storia, ma sono tante storie.
La storia di un’associazione, di una casa di accoglienza e di tanto altro e tante storie: quelle delle tante persone che, in modo o nell’altro, in questi vent’anni hanno condiviso una parte della loro vita.

Una storia nata in seno al gruppo dei primi Diaconi della Diocesi di Fano Fossombrone Cagli Pergola e che ha poi proseguito in modo autonomo, sempre nel novero della pastorale della carità della Diocesi.

Una follia lucidissima, un sogno diventato realtà, reso possibile dal lavoro, dalla passione e dalla generosità di tanti. Facciamo risalire il momento ufficiale della costituzione dell’Associazione al 4 dicembre 1996, data dell’assemblea straordinaria che ha dato l’abbrivio alle attività, anche se in realtà a quella data gran parte della casa era già stata costruita e a gennaio dello stesso anno avevamo già avviato la costituzione dell’Associazione. Un nome paradossale, sullo stile del paradosso evangelico: da quando in qua banca e gratuità potevano essere associati?
Due codici che dovevano essere decodificati
1. la banca, dove si depositano e si prelevano risorse;
2. il gratuito, dove queste risorse non costano nulla e sono offerte a chi ne ha bisogno.
Quali risorse? Noi li chiamavamo i talenti, ora si chiamano beni relazionali: strani beni utili non solo a chi li consuma.

CASA NAZARET

All’inizio una casa, una casa di accoglienza, di accoglienza in stile famigliare. Due famiglie che vi si trasferiscono per vivere insieme e accogliere. Accogliere ciò la famiglia sa accogliere meglio la vita nascente, la maternità difficile, l’infanzia rubata: ragazze madri, famiglie dissestate minori a rischio. Insomma la famiglia ferita.

Il 25 maggio del 1996, giorno dell’ordinazione di tre nostri diaconi, abbiamo inaugurato la cappellina, cassando all’ultimo momento il garage. L’abbiamo intitolata ai martiri trappisti, icona del dialogo e dell’incontro, utilizzando pezzi della baracca, la nostra prima parrocchia; il 28 settembre dello stesso anno è stata la volta del refettorio e del salone intitolato al caro amico Don Paolo Tonucci. Quel giorno era con noi Luigi di Liegro, storico Direttore della Caritas di Roma. Infine il 19 dicembre 1996 gli appartamenti per l’accoglienza. Don Oreste non è riuscito ad arrivare perché è stato bloccato dalla neve.
Una casa di 630 metri quadrati, un grande progetto e un grande progettista, tante persone disponibili a dare una mano. Ci siamo indebitati ma la provvidenza ha provveduto e noi abbiamo careggiato. Ci siamo inventati di tutto: dai micro appalti della solidarietà ai mattoncini di proprietà; dalla cena delle bollette alle rappresentazioni teatrali e a quelli che oggi si chiamerebbero i social bond che abbiamo lanciato noi per la prima volta studiando l’esperienza delle Casse Rurali ed Artigiane del Trentino. Ora li fanno tutti.
Non abbiamo statistiche, precise, ma abbiamo ragione di ritenere che in Casa Nazaret siano stati accolte in questi vent’anni ben oltre 100 persone che avevano bisogno di noi.

Dopo vent’anni di accoglienza di quella che abbiamo chiamato la famiglia ferita, leggendo nostri, non ci abbiamo messo molto a capire che ai nostri giorni l’emergenza prima era quella dei migranti. E allora siamo passati dalla famiglia ferita all’umanità ferita. In collaborazione con la Comunità di S, Egidio di Roma abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere due famiglie provenienti dal progetto dei corridoi umanitari, che ha portato e porterà in Italia in Italia un migliaio di persone in fuga dalla guerra siriana che infiamma il Medio Oriente e dal suo carico di bombe, di morte e di follia. In Casa Nazaret abbiamo ospitato 22 persone, provenienti da Siria e Somalia che si sono integrate nella nostra città o hanno raggiunto amici e parenti in altri Paesi.

LA STANZA DEI PICCOLI

Nel 2011 nasce “La Stanza dei Piccoli”; è stato un servizio rivolto a bambini e ragazzi disabili e alle loro famiglie. A casa Nazareth i volontari dell’Associazione si sono resi disponibili, con cadenza mensile, a prendersi cura dei bambini e dei ragazzi con disabilità per poter dare la possibilità ai genitori di prendersi un po’ di tempo per sé e ai bambini e ai ragazzi di relazionarsi con persone nuove. Sempre con cadenza mensile si sono svolti corsi di formazione per i genitori grazie alla collaborazione di professionisti esperti. Sono nati gruppi di Auto Mutuo Aiuto, così che attraverso il confronto fra le esperienze dei singoli nuclei familiare si è potuto ridurre il senso di solitudine e isolamento che troppo spesso è percepito dalle famiglie.

Con bambini e ragazzi disabili si sono svolti laboratori, attività ricreative e di apprendimento di abilità lavorative; nel contempo sono state promosse uscite e occasioni di socializzazione, con eventi divulgativi e giornate per sensibilizzare la società civile rispetto alla disabilità intellettiva, con attività di formazione ed informazione.